Nel 78% delle famiglie italiane le decisioni finanziarie le prende un uomo. Non perché le donne siano meno capaci — lo vedremo tra poco — ma perché esiste un sistema che ha storicamente tenuto le donne fuori da queste conversazioni.
Questo articolo non è una lamentela. È una mappa: capire da dove viene il problema è il primo passo per uscirne.
I numeri che nessuno vuole sentire
Ogni anno YouGov conduce per N26 un'indagine su oltre 6.300 persone in cinque Paesi europei. L'edizione 2025 è chiara:
Fonte: YouGov per N26, febbraio 2025. Campione: 6.330 adulti in Italia, Germania, Austria, Francia, Spagna.
Il 43% di sicurezza è il dato più basso tra i cinque Paesi europei coinvolti, contro una media complessiva del 62%. E quasi 1 donna italiana su 2 prova ansia pensando alle proprie finanze — la percentuale più alta del campione.
Il Rapporto Consob 2024 sulle scelte di investimento delle famiglie italiane aggiunge il pezzo mancante: nel 78% delle famiglie il decisore finanziario è un uomo di età media 51 anni, di norma colui che percepisce il reddito più alto.
Fonte: Consob, Rapporto sulle scelte di investimento delle famiglie italiane, luglio 2024. Indagine Dogma Research su 2.011 intervistati.
Il divario inizia già a 15 anni
Ogni tre anni l'OCSE misura l'alfabetizzazione finanziaria degli studenti quindicenni in tutto il mondo. I dati PISA 2022 sulla componente financial literacy sono inequivocabili: in Italia i ragazzi superano le ragazze di 20 punti, contro una media OCSE di soli 5 punti. E questo gap si è ampliato di 12 punti dal 2012: i ragazzi migliorano, le ragazze molto meno.
Fonte: OCSE-PISA 2022 Financial Literacy; elaborazione Banca d'Italia / Invalsi, presentata giugno 2024.
"L'esclusione finanziaria delle donne non è un difetto del carattere. È il risultato di anni di messaggi, espliciti e impliciti, che dicevano: 'questa roba non è per te'."
Nel 2023 la Banca d'Italia ha pubblicato i dati IACOFI sull'alfabetizzazione finanziaria degli adulti: le donne ottengono 10,5 punti su 20 contro 10,9 degli uomini — uno scarto di appena 0,4 punti, molto inferiore a quanto ci si aspetterebbe dati gli altri indicatori.
Il dettaglio che cambia tutto: tra le sole donne lavoratrici il divario scompare. Le dipendenti e le autonome ottengono punteggi in linea con quelli maschili. Il problema non è il genere: è l'autonomia economica.
Fonte: Banca d'Italia, Indagine sull'Alfabetizzazione e le Competenze Finanziarie degli Italiani (IACOFI) 2023, pubblicato luglio 2023.
La radice economica del problema
Non si può investire ciò che non si guadagna. E qui i numeri sono brutali.
Secondo i dati INPS 2023, la retribuzione media annua delle donne dipendenti è di 18.305 euro, contro i 26.227 euro degli uomini: quasi 8.000 euro in meno ogni anno. Questo divario è generato da più fattori intrecciati: part-time (spesso involontario), carriere discontinue per lavoro di cura, segregazione settoriale, penalizzazione della maternità.
Fonte: INPS, Osservatorio sui lavoratori dipendenti, dati 2023.
Il gap salariale di oggi diventa il gap pensionistico di domani. Secondo l'OCSE (Pensions at a Glance 2025), in Italia le pensioni delle donne sono in media inferiori del 28,6% rispetto a quelle degli uomini, al di sopra della media UE del 24,5%.
Fonte: OCSE, Pensions at a Glance 2025.
Come nasce il divario: la trasmissione culturale
Nessuna bambina nasce con un gene che la rende incapace di capire la finanza. Il divario si costruisce, un messaggio alla volta:
- In famiglia: è il padre che gestisce il budget, la madre che gestisce la spesa quotidiana.
- A scuola: i ragazzi vengono più spesso incoraggiati verso materie matematiche e STEM.
- Nei media: la finanza è ancora rappresentata come mondo maschile, dai talk show alle pubblicità bancarie.
- Nel linguaggio: "fare la spesa" è vissuto come compito femminile; "investire" come dominio maschile.
L'Edufin Index 2024 — la ricerca di Alleanza Assicurazioni su 4.000 italiani — rileva che le donne single raggiungono gli stessi punteggi degli uomini in alfabetizzazione finanziaria. La condizione di "necessaria autonomia" azzera il gap. Quando la necessità è reale, le donne non hanno alcun deficit.
"La finanza non è per sua natura un mondo maschile. È stato costruito così. E ciò che è stato costruito può essere demolito."
Cosa fare adesso
Informarsi è già un atto concreto. Ogni articolo che leggi, ogni concetto che capisci, è un pezzo di terreno che riconquisti. Non perché ci sia qualcosa da "recuperare" rispetto agli uomini — ma perché la tua autonomia economica dipende dalla tua autonomia di conoscenza.
Il passo successivo? Costruire prima la rete di sicurezza (il fondo d'emergenza), poi iniziare a investire con strumenti efficienti e a basso costo come gli ETF. Non è complicato. È stato reso artificialmente inaccessibile.
E no, non devi aspettare di "sapere tutto" per iniziare. Nessuno lo sa tutto. L'importante è iniziare consapevole.